La violenza cos’è?

E’ una ricorrenza istituita dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno
 

Un po’ di storia..

L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabel considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leonidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. Il 25 novembre 1960, infatti, le sorelle Mirabal, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate sulla strada da agenti del Servizio di informazione militare. Condotte in un luogo nascosto nelle vicinanze furono stuprate, torturate, massacrate a colpi di bastone e strangolate, per poi essere gettate in un precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

 

Qualche dato..

In Italia il dramma della violenza di genere si confronta con cifre sempre più esorbitanti e preoccupanti. Solo nei primi 10 mesi del 2018 si sono verificati 106 femminicidi, uno ogni 72 ore.

Tra il 2000 e il 2018  le donne uccise sono state 3.100, una media di più di tre a settimana. E in quasi tre casi su 4 (il 72%) si è trattato di donne vittime di un parente, di un partner o di un ex. “Perché la coppia, avverte l’Eures(European Employment Services) rappresenta l’ambito più a rischio per le donne, con ben 1.426 vittime di coniugi, partner, amanti o ex partner (pari al 66,1% dei femminicidi familiari e al 47,6% del totale delle donne uccise). Nel 2017 si registra la percentuale più elevata dell’intero periodo considerato di femminicidi familiari (112 su 141, pari al 79,4%) ed una delle più basse per i femminicidi di coppia (67, pari al 59,8%) mentre aumenta l’incidenza delle madri uccise dai propri figli (16,1%). Il nord si conferma l’area più a rischio, concentrando la prevalenza degli omicidi con vittime femminili (il 45,4% nel 2017) davanti a sud (36,3%) e centro (18,4%).
Nel 2017  secondo i dati raccolti dall’istat, che per la prima volta ha svolto l’indagine sui servizi offerti dai Centri antiviolenza, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunità le regioni e il Consiglio nazionale della ricerca, le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza sono state 49.152, 29.227, le quali hanno iniziato un percorso di uscita dal tunnel dei maltrattamenti. Il 26,9% delle vittime che si rivolgono ai centri sono straniere e il 63,7% ha figli, minorenni in più del 70% dei casi.

Alcuni eventi del 2018

Dal 23 al 25 novembre a Milano, si è tenuta  la nona edizione del We World Festival, organizzato dalla onlus omonima; l’evento ha ospitato mostre, performance, musica, film e conversazioni sul tema della vioelnza ed ha visto  la partecipazione di personaggi come Samantha Cristoforetti, il regista Marco Tullio Giordana, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby e Il Terzo Segreto di Satira.
Un decisivo e definitivo “No!” alla violenza sulle donne è il motto alla base del progetto #NoiFermiamoL’Indifferenza, promosso dal Comune di Cologno Monzese, Janssen Italia e Regione Lombardia nel 2017 per creare un Comitato di Uomini Virtuosi, rappresentanti di diverse categorie professionali, impegnati in prima persona con azioni concrete e iniziative di sensibilizzazione sul tema.
A Roma il 25 novembre si è svolta la consueta manifestazione nazionale organizzata dall’Associazione “Non una di meno” e la Serie A di calcio è scesa  in campo con un’iniziativa di solidarietà, mentre molti Comuni hanno illuminato di arancione le facciate dei Municipi in segno di solidarietà. 

News 2019

Aborto, in Alabama legge più severa Usa.
Vietato in ogni circostanza salvo pregiudizio per salute madre

 L’Alabama vieta l’aborto approvando la legge più restrittiva d’America. Una legge shock, che di fatto mette fuori legge l’interruzione di gravidanza anche di fronte a uno stupro o a un incesto. L’unica eccezione contemplata è quella del rischio “serio” per la vita della futura mamma. E in tutto il Paese riesplode la polemica, proiettando il tema dell’aborto al centro della campagna elettorale per la Casa Bianca. Con i candidati democratici che attaccano all’unisono la norma e assicurano che si batteranno per difendere i diritti delle donne davanti alla Corte Suprema.

 

Foto:ANSA
APPROFONDIAMO CON QUESTA PRESENTAZIONE COS’E’ LA VIOLENZA